Потерянная Луна (VIII): Celomjei

Pubblicato il da Riccardo

Vediamo brevemente il progetto Celomiei, intanto.

Siglato, come si è detto, LK1, e passato, come tutti i progetti sovietici del periodo, attraverso ripensamenti ed incertezze varie, era essenzialmente una capsula abitabile dalla medesima forma dell'Apollo, ma sensibilmente più piccola (2,60 metri di diametro alla base contro 3,90), e questo spiega perché Celomiei parlasse di un solo uomo di equipaggio, che avrebbe volato tutto il tempo senza scafandro, con la sola tuta di pilotaggio; come l'Apollo, disponeva di un modulo di servizio contenente carburante e ossigeno, ma per l'energia elettrica necessaria ai sistemi di bordo si doveva affidare a due enormi pannelli solari che venivano estesi in orbita, non avendo, i sovietici, sviluppato le fuel cells presenti invece sull'Apollo. Il lancio era previsto utilizzando il vettore Proton con l'aggiunta di un terzo stadio TLI. Lunga 5,20 metri e con una massa totale di 17 tonnellate metriche, 13 delle quali di carburante, LK1 aveva scorte sufficienti a una missione di otto giorni, anche se il sorvolo della Luna (a una distanza compresa fra i 1000 e i 10000 chilometri), era previsto in cinque giorni soltanto.


A sinistra: LK-1. In alto, Vladimir Nikolajevic Celomjei.

Molto ottimisticamente, si prevedeva di far partire la missione entro il 1965. Problemi di messa a punto dei motori del primo stadio dell'UR500, come era siglato all'epoca il Proton, fecero però capire che molto difficilmente quella data sarebbe stata rispettata, e si cominciò, più realisticamente, a parlare del Novembre 1967, cinquantenario della Rivoluzione d'Ottobre.






Dietro le scene, Korolev stava mettendo a punto il suo vettore, la capsula Soyuz, e la missione lunare. E intanto lavorava a un a nuova serie di sonde Luna, tentando di farle atterrare sul nostro satellite, ma inanellando una serie abbastanza preoccupante di insuccessi. Prese in considerazione anche una missione simile a quella proposta dal rivale, un inserimento in orbita lunare, a bassa quota (100 chilometri, contro i duemila dell’LK1), contro la missione cislunare di Celomjei. A questo scopo disegnò una versione leggera dell'N1, privandolo del primo stadio e chiamandolo N11. Non ottenendo l'approvazione per la costruzione del nuovo vettore, ripiegò sui fidati R7 e sull'assemblaggio in orbita del complesso spaziale, che doveva comprendere, oltre a una navetta Soyuz, un booster TLI e un serbatoio di carburante.


A sinistra: profilo della missione cislunare. Sopra: Sojus 7K



Nel frattempo, il vettore N1 procedeva con difficoltà. Valentin Glushko, il più potente tra i progettisti di motori a razzo in Unione Sovietica, sosteneva che i propulsori dell'N1 avrebbero dovuto utilizzare carburante solido, come gli ICBM, mentre Korolev, come abbiamo visto, voleva utilizzare propellenti liquidi, che a suo parere offrivano migliori caratteristiche di spinta.

I due non riuscirono a mettersi d'accordo e una speciale commissione si pronunciò, nel 1962, in favore delle idee di Korolev. Glushko si rifiutò allora di costruire motori a propellente liquido e Korolev dovette fare un vero e proprio salto nel buio coinvolgendo nel programma Nikolay Dmitrevich Kuznetsov, progettista di motori aeronautici ma senza alcuna esperienza nel campo di quelli a razzo.

Varie immagini del modulo lunare sovietico. In basso, a confronto con l'omologo americano.

Dopo la caduta di Kruschev nel 1964, Korolev si diede da fare perché il programma fosse tolto a Chelomei, ma quest'ultimo fece lobbying spiegando che il suo progetto, che prevedeva un semplice sorvolo lunare, era più semplice, e, soprattutto, più rapido da realizzare, di quello americano,e, cosa più interessante, di quello del rivale ucraino. Comunque, Chelomei propose anche una navetta lunare. e nell'ottobre 1965 il Governo decise per un compromesso. Il progetto LK-1 di Chelomei venne cancellato; in sostituzione, Korolev avrebbe usato una Soyuz modificata - denominata L1 - per inviare dei cosmonauti intorno alla Luna. Per il lancio della L1 sarebbe stato utilizzato il potente razzo Proton di Chelomei, ora proposto in una versione modificata, più potente, capace di portare in robita 130 tonnellate, quanto un Saturn V americano. Il governo fissò la data stabilita per la prima missione circumlunare L1 per la fine del 1967, 50° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre.






Ancora un'immagine del modulo lunare sovietico. Doveva portare sulla Luna un solo astronauta, e il passaggio dalla navetta ad esso sarebbe dovuto avvenire in EVA, non essendo presente un tunnel di passaggio me sull'americano LM.

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