Потерянная Луна (IX): N1-L3/N-1

Pubblicato il da Riccardo

Così, nel 1965, il programma lunare sovietico era indirizzato su due binari paralleli: l'N1-L3 per far scendere cosmonauti sulla Luna, l'L1 per inviare uomini in orbita lunare

Ma tutti questi dissidi erano costati parecchio ai Sovietici, sia in termini di fondi che in termini di tempo. E, come se tutto questo non fosse bastato, la morte di Korolev nel 1966 (sostituito dal suo vice Vasily Mishin) costituì un ulteriore forte colpo assestato ad una costruzione già traballante.


N1-L3 e Apollo


Il razzo N1 (con la navicella spaziale L3 alla sua sommità) era un mostro alto 105 metri e pesante circa 2.750 tonnellate. Il primo stadio aveva trenta motori, il secondo otto e il terzo quattro. Tutti questi motori erano propulsi da ossigeno liquido e cherosene e disegnati dal gruppo di Kuznetsov che, come si è visto, non disponeva della necessaria esperienza nel campo.

Per mancanza di tempo e denaro, i Sovietici decisero di rinunciare a testare i motori a terra prima di procedere ai lanci di prova, una decisione che si rivelerà fatale.


Il complesso L3 consisteva in uno stadio di spinta translunare, in uno stadio superiore per l'inserimento in orbita lunare, in un veicolo orbitale e in un veicolo per l'allunaggio.




Così doveva essere la Sojus della missione lunare


A differenza dell'americano Apollo, che era stato studiato per tre uomini, la navicella sovietica L3 avrebbe portato due cosmonauti, di cui uno sarebbe sceso sulla Luna e l'altro sarebbe rimasto ad aspettare il collega in orbita. E si studiarono diversi moduli di discesa lunare, alcuni dei quali erano poco più che dei "divani a razzo", espressione degli astronauti sovietici dell'epoca. Da rimarcare che il trasferimento dalla Soyus al modulo lunare sarebbe avvenuta in EVA, non essendo previsto un tunnel di collegamento come sull'Apollo/LEM.

Nelle tre immagini, alcuni modelli del cosiddetto LM Langley Light, un progetto di lander lunare monoposto studiato dagli americani alla fine degli anni Cinquanta. I sovietici pensarono anche a un lander similare per la loro missione lunare. Pare che i cosmonauti lo avessero ribattezzato "divano a razzo".



A fianco: un'altra immagine del modulo lunare sovietico.

All'inizio del 1967 i primi cosmonauti assegnati al progetto circumlunare iniziarono l'addestramento specifico, allenandosi nelle procedure di ammaraggio con l'utilizzo di elicotteri nel Mar Nero.

Nei primi mesi del 1968, invece, un gruppo di circa venticinque cosmonauti iniziò l'addestramento per il vero e proprio sbarco lunare, con il primo equipaggio designato per la missione composto da Alexei Leonov, comandante, e Oleg Makarov, ingegnere di volo.

Intanto, verso la fine degli anni Sessanta i Sovietici lanciarono verso la Luna alcune navicelle L1 con la generica denominazione di "Zond" (Зонд, che si pronuncia in realtà "sond" con una "s" piuttosto sonora, e in russo significa "sonda"), nessuna delle quali con equipaggio.

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