Потерянная Луна (X): la fine di un sogno

Pubblicato il da Riccardo

Nonostante vari problemi, Mishin continuò pervicacemente a lavorare sul progetto e stimò di poter lanciare i primi cosmonauti intorno alla Luna nel Dicembre 1968. Quando la NASA, tramite la CIA, venne a conoscenza della cosa, riprogrammò la missione Apollo 8, originariamente prevista per l’orbita terrestre, per inviarla intorno alla Luna, al posto dell'Apollo 9 che sarebbe dovuta andare in orbita lunare l'anno seguente.


Il previsto profilo della missione con discesa lunare

Tuttavia la navicella impegnata nel test finale, la Zond 6, accusò problemi nella delicata fase del rientro a terra e Mishin fu costretto a spostare in avanti la data della prima missione con equipaggio.

Ma al programma N1-L3 (lo sbarco sulla Luna) non sarebbe andata meglio

Dopo anni di ritardi il primo razzo N1 fu lanciato nel Febbraio 1969. A causa di un incendio sviluppatosi alla base del primo stadio, tutti i motori si spensero dopo 70 secondi dal lancio e il missile si schiantò al suolo senza aver raggiunto l'orbita.

Nel secondo tentativo avvenuto nel Luglio 1969, circa due settimane prima della missione Apollo 11, l'N1 non si sollevò oltre 200 metri dalla base di lancio. A causa dell'esplosione di un motore, il veicolo spaziale ricadde sul poligono esplodendo rovinosamente e causando la perdita di attrezzature per milioni di rubli. Il terzo lancio, avvenuto nel Giugno 1971, fallì anch'esso quando i motori del primo stadio si spensero circa 50 secondi dopo il lancio.

Durante un ultimo tentativo, nel Novembre 1972, appena prima dell'accensione del secondo stadio ci fu un guasto che causò l'esplosione in volo del missile. Come si è già fatto rilevare più sopra, probabilmente molti dei drammatici malfunzionamenti avvenuti durante i lanci di prova avrebbero potuto essere evitati se si fosse preventivamente proceduto a prove a terra dei motori del primo stadio.


A dispetto di tutti questi fallimenti, Mishin continuò a lavorare alacremente sui progetti lunari e nel 1974 aveva dato inizio ad un progetto avanzato denominato L3M, con cui prevedeva di far allunare grandi moduli per esplorazioni di lunga durata. Molti ingegneri erano fiduciosi che il quinto e il sesto tentativo di lancio di razzi N1, previsti per il 1974, avrebbero avuto successo, in quanto sarebbero stati utilizzati motori più avanzati ed affidabili.

Ma il Governo sovietico non condivideva questo ottimismo e nel maggio 1974 cancellò il progetto nonostante le proteste di migliaia di tecnici e ingegneri. Ad alto livello non si vedeva più l'utilità di spendere milioni per un programma lunare quando gli Americani erano già stati sul nostro satellite cinque anni prima. Fu pertanto ordinata la distruzione di tutte le apparecchiature correlate al progetto N1. Il vecchio rivale e fiero oppositore di Korolev, Glushko, che aveva a suo tempo rifiutato di produrre i motori per i razzi N1, fu posto a capo dei programmi spaziali pilotati sovietici, mentre Mishin fu allontanato con disonore a causa dei fallimenti avvenuti. Anzi, gli fu ordinato il silenzio ed il suo nome non venne mai citato in alcun testo di storia spaziale sovietico fino al 1989, dopo la morte di Glushko.


Torniamo un attimo ai Lost Astronauts, e ricordiamo che almeno due di loro sarebbero morti nel tentativo sovietico di raggiungere la luna. Secondo la "leggenda", i russi avrebbero raggiunto la Luna venti giorni prima dell'Apollo 11 (cosa non impossibile, come abbiamo visto), ma sarebbero morti nel tentativo, fallito, di ripartire (secondo un'altra versione si avrebbero fallito l'inserimento in orbita lunare per un malfunzionamento dei retrorazzi e si sarebbero persi nello spazio). I loro nomi: tenente colonnello Andrej Mikoyan, comandante missione, e maggiore Profiri Yebenov, pilota. Non faccio commenti in merito, lascio le considerazioni a chi legge (in russo, Yebenov, è un eufemismo per "rotto in culo").

 

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