Потерянная Луна: analisi di un fallimento

Pubblicato il da Riccardo

In sintesi, possiamo dire che il fallimento del programma lunare sovietico fu dovuto a questa serie di problemi:

1) Mancanza di una struttura in grado di eseguire programmi spaziali che non fossero ad uso esclusivo dei militari.


2)
Mancanza di coordinamento tra l’Accademia delle Scienze, i vari ministeri, le industrie, gli uffici di progettazione.


3) Nessuna autorità riconosciuta in grado di imporre cooperazione fra le varie strutture coinvolte (500 uffici diversi in 28 diversi dipartimenti governativi avrebbero dovuto produrre le parti dell’N1, ma solo nove di esse, nove su 500, erano alle dipendenze del VPK (Военно-промышленный комплекс "ВПК", il coordinamento militare-industriale). In molti casi, gli stabilimenti non produssero le parti necessarie perché non sapevano a cosa servivano e scartarono le richieste, in altri casi si rifiutarono di produrle perché non vedevano la ragione per cui dovevano tralasciare altre produzioni per quelle.


A destra: il busto di Korolev all'ingresso della "Città delle Stelle", a Baikonur



4) Assenza di un sistema di controllo della qualità. Molte parti, come le valvole dei motori, risultavano inutilizzabili perché non erano state controllate. In un caso, furono consegnati dei serbatoi destinati all’ossigeno liquidi privi dell’isolamento termico necessario, in pratica dei cilindri di lamiera senza nessuna utilità in campo missilistico, e questo perché nessuno sapeva come doveva essere costruito un serbatoio LOX.


5) Gestione errata delle procedure sperimentali. Per anni si sperimentarono esclusivamente i missili in volo, invece che testare i motori a terra come facevano gli americani. Questo faceva sì che una qualsiasi avaria o cedimento strutturale, portasse alla perdita completa di un missile del valore di centinaia di milioni di rubli.


6)
La struttura di potere sovietica era tale che nessuno voleva essere il portatore di cattive notizie al capo di turno. Così, quando un sistema non funzionava, spesso si preferiva ignorare i problemi e fingere che andasse tutto bene anche se non era così, pur di non affrontare il Cremlino con la cattiva notizia.

A sinistra: Vasilj Pavlovich Mishin


7) Mancanza di appoggio politico dovuta a svariati fattori, che Mishin e Grechko riassumono così: "volevano tutto e subito", senza capire che si trattava di un programma a lungo termine, in un campo completamente nuovo, dove gli insuccessi sarebbero stati frequenti come i rallentamenti dovuti a un problema emerso in un collaudo; oltre tutto, il libretto degli assegni lo avevano i militari, che non capivano la necessità di un programma lunare. Preferivano puntare tutte le carte sugli ICBMs e sui satelliti spia. E remarono contro le richieste "lunari", così che, alla fine, le macchinazioni del maresciallo Ustinov fecero mancare il supporto finanziario necessario.


8)
Scarsa leadership nel governo, ordini superficiali e contraddittori, nessun alto funzionario realmente qualificato in campo spaziale.


9)
La morte di Korolev privò il programma spaziale sovietico di una mente eccezionale. Se Korolev non fosse morto, è probabile che l'N1 avrebbe superato le difficoltà, e, forse, due astronauti sovietici avrebbero orbitato attorno alla Luna un anno prima di Apollo 8.


10)
L'incompetenza di Mishin, incapace di seguire un progetto complesso come l'N1 tenendo testa alle pressioni politiche. Oltre tutto, Mishin era pochissimo aperto alle critiche e al lavoro di squadra, e aveva una grandissima opinione di sé.


11)
Assenza di interesse da parte dell'Accademia delle Scienze, il cui capo, Keldysh, era, all'epoca, assai più preoccupato di isolare Sakharov che della conquista della Luna.

Sotto:  Mikhail Kusmich Yangel

12) Continua conflittualità fra i vari uffici tecnici: Celomjei era il preferito di Kruscev perché dava lavoro al figlio Serghjej, Yangel era il cocco di Brezhnev perché ucraino, come il leader del Cremlino.


13)
Approcci tecnici errati, come il rifiuto di usare propellenti ipergolici che ebbe come conseguenza il dover ripiegare sui motori Kuznetsov. Altro errore tecnico fu l'aver puntato, a differenza degli americani, tutto su procedure di docking completamente automatiche. Altro errore tecnico, gravissimo, fu l'aver abbandonato la Vostok prima del completamento del programma. Il fallimento del programma Voshkod ebbe conseguenza il prematuro ingresso in servizio della Soyus, errore che portò alla tragica fine dell'astronauta Komarov e alla conseguente arresto del programma spaziale.


14)
Infine, non dobbiamo dimenticare che il programma lunare sovietico partì con tre anni di ritardo su quello americano. Mishin ricorda che il Cremlino chiese agli scienziati di battere gli americani nella corsa alla Luna solo nell’estate del 1964. I fondi, inoltre, non furono mai più del 10-12 per cento di quelli destinati al programma Apollo. Non ci fu mai denaro sufficiente, mancarono i fondi per fare i test a terra dei motori dell'N1, Ustinov rifiutò di far costruire un banco di prova a Tyuratam. Il risultato fu che ogni avaria dei motori comportava la perdita dell'intero vettore, con costi insostenibili.

 

 

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