Потерянная Луна (V): Gagarin e gli altri

Pubblicato il da Riccardo

Ufficialmente, il primo uomo a volare nello spazio (e a fare ritorno incolume a terra), fu il tenente colonnello Yuri Alexeevich Gagarin, il 12 Aprile 1961. Ritornò appeso a un paracadute, dopo essersi eiettato all’altezza di 7000 metri per un malfunzionamento dei retrorazzi (secondo altre fonti, l’eiezione era prevista nel profilo di missione, non essendo possibile garantire con sicurezza l’atterraggio morbido fidando dei soli razzi frenanti). L’annuncio del successo, comunque, fu dato dopo il recupero di Gagarin, che compì una sola orbita attorno alla terra (la sua missione durò in tutto una novantina di minuti).


Vostok e il suo vettore



La riuscita di quel primo volo (diamo per scontato che sia trattato del primo volo, non ci sono prove, ripeto, che suffraghino l’esistenza dei “Lost astronauts”), diede impulso ai progetti di Korolev per mandare un uomo sulla Luna nel più breve tempo possibile, visto anche il discorso di John Kennedy del 25 Maggio 1961, in cui il Presidente americano sosteneva ' this nation should commit itself to achieving the goal, before this decade is out, of landing a man on the Moon and returning him safely to the Earth.'

Per la realizzazione di questo nuovo, ambizioso progetto, occorreva naturalmente del tempo, tempo soprattutto per mettere a punto il missile necessario alla missione, chiamato da Korolev N1 (Носитель, vettore). Ma la dirigenza sovietica, Kruscev in particolare, voleva nuovi successi “proletari” contro i capitalisti americani, che si stavano riprendendo rapidamente dal ritardo accumulato, e, avevano annunciato le nuove capsule Gemini che avrebbero portato nello spazio due uomini. Korolev tentò di resistere alle richieste insensate del Cremlino, che pretendeva un vettore in grado di mettere in orbita le 200 tonnellate della stazione spaziale armata di missili nucleari agognata da Kruscev (e nota negli USA come Battlestar Khrushchev), mentre il progetto originario di Korolev prevedeva l'immissione in orbita bassa di 50 ragionevoli tonnellate, ma alla fine dovette cedere, minacciato come fu di essere messo in secondo piano di fronte al suo rivale, Vladimir N. Celomjei, assai meglio disposto ad assecondare le idiozie propagandistiche di Kruscev, e servile (lungimirante, secondo altri) al punto da dare lavoro nel suo team progettuale al già citato figlio del Segretario Generale, Serghjeji, di professione ingegnere (pare lo giudicasse un incompetente, tuttavia utile).





Vostok 1


Come risultato, Vladimir Celomjei ottenne importanti commesse dal Cremlino, ma anche altrettanto importanti successi, come l'UR500 (Универсальная Ракета, missile universale, nel senso di tuttofare), ancor oggi impiegato dall’ente spaziale russo col nome Proton, minando il primato di Korolev. I progetti di Celomjei, apparivano a prima vista più semplici ed efficaci di quelli del rivale, ma molto era dovuto all’uso di una tecnologia relativamente più rozza. Korolev, ad esempio, inciampò in disastrosi e snervanti ritardi nello sviluppo dei motori causati dal suo desiderio di impiegare carburanti criogenici in grado di sviluppare maggiore spinta e in condizioni di maggiore sicurezza degli ipergolici usati dal rivale, che, pur essendo di più facile immagazzinamento ed uso, erano anche estremamente tossici e richiedevano cautele, e addestramento, particolari nell’uso da parte del personale.


Vostok 1

In questo quadro, il progetto di Chelomjei per una missione umana cislunare, l'invio, cioè, di una capsula abitata per un veloce passaggio a bassa quota sulla Luna e ritorno a Terra (qualcosa di simile avrebbe fatto l'Apollo 13, nel 1970, seppure a causa di un'avaria), non poteva che incontrare i favori del Cremlino. Il progettista era convinto che la missione potesse partire nel corso del 1965, mentre Korolev prevedeva di far scendere l'uomo sulla Luna non prima del 1967. Per un Kruscev a caccia di effetti speciali, era una manna, e così Chelomjei, ottenne già nel 1962, l'autorizzazione (nel paradiso socialista non esistevano contratti di tipo capitalista) per la costruzione dell'LK1 (non è chiara l'origine della sigla, anche se si dà per scontato che significasse Лунный Корабль, navetta lunare), mentre Korolev doveva ridisegnare il suo N1 per incontrare i deliri di onnipotenza del padrone del Cremlino.

Sotto: Valentina Tereshkova



Il programma Vostok, che pure tante soddisfazioni aveva dato ai sovietici, sia dal punto di vista scientifico per gli studi sugli effetti della microgravità del corpo umano, che da quello propagandistico (primo uomo e prima donna nello spazio, prima missione di durata superiore a un giorno, primo volo contemporaneo di due capsule, record, tuttora imbattuto, di volo singolo), e che prevedeva missioni fino alla 13 e all'Aprile 1966 per lasciare poi il passo alla Soyuz, fu cessato dopo il volo 6, che il 16 Giugno 1963 portò la prima donna nello spazio, Valentina Vladimirovna Tereshkova; al suo posto venne la navetta Voskhod (Восход, Alba), una Vostok pantografata per portare in orbita tre uomini che non avrebbero volato con i pesanti scafandri da astronauta, ma con le normali tute di volo all'interno di un abitacolo pressurizzato, ulteriore schiaffo agli odiati americani. Per ottenerla nel più breve tempo possibile necessario a battere la NASA che stava per lanciare Gemini, si dovettero accettare pesanti compromessi in materia di sicurezza degli equipaggi, che non avrebbero avuto la possibilità di eiettarsi né durante il lancio, se qualcosa andava storto, né al rientro, non essendoci modo di stipare tre ingombranti sedili a razzo nello spazio angusto della navetta. Conseguentemente, il rientro sarebbe avvenuto fidando solo sui retrorazzi, uno dei quali fu aggiunto al paracadute per garantire ulteriore spinta prima dell’impatto al suolo.


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